

Impianto acqua (potabile, servizi igienici, irrigazione ecc.)
Per la messa in esercizio di un impianto idrico è obbligatorio (norme UNI 9182 del 1987) sottoporre ad analisi campioni d'acqua da parte di laboratori autorizzati i cui risultati vanno certificati. Tali analisi vanno ripetute tutte le volte che la distribuzione venga modificata o estesa, con successive disinfezioni (accompagnate da dichiarazione).
Nel caso di erogazione di acqua potabile da pozzi è necessaria la certificazione di idoneità delle autorità competenti.
In caso di più reti, prevenire la contaminazione tra rete principale e reti derivate (ad esempio per effetto di rottura nella tubazione principale e successivo richiamo d'acqua dalla rete secondaria) o da utenze derivate che possono invertire il senso del flusso rientrando nella rete di acque potabili (ad esempio da caldaia autonoma, da impianti di climatizzazione, da impianti di irrigazione ecc.), inserendo disconnettori secondo la norma UNI 9157.
L'acqua non potabile per impieghi consentiti (UNI 9182) come irrigazione, alimentazione di fontane, circuiti di reintegro vasi di espansione o di torri di raffreddamento, impianti antincendio, non deve contenere agenti nocivi per le persone che ne vengano in contatto.
Le tubazioni esposte al gelo (possibile rottura con acque ferme) devono essere opportunamente distanziate dagli impianti elettrici. Nel caso, possono essere coibentate od anche separate e protette.
Nel caso si disponga di tubazioni interrate, è necessario mantenere la massima distanza possibile tra i tubi dell'acqua ed eventuali altre condutture, come gasdotti, linee elettriche e telefoniche interrate, ecc..
Se per qualche tratto le varie utenze corrono parallelamente, occorre mantenere almeno 30 cm di distanza. Se si imponesse la necessità di ridurre tale distanza in qualche punto, deve essere garantita la continuità del rivestimento del tubo e quindi occorrerà eseguire un rivestimento supplementare.
In ogni evenienza, qualora dovessero verificarsi rotture di tubazioni d'acqua, occorre accertarsi che non vengano coinvolte componenti elettriche. Se necessario, disattivare immediatamente l'impianto elettrico interessato e intercettare quindi l'alimentazione dell'acqua.
I servizi igienici con vasca da bagno e/o doccia devono essere dotati di collegamenti equipotenziali supplementari e, in generale, devono rispettare la norma CEI 64/8.
La manutenzione deve essere particolarmente basata su:
analisi dell'acqua, specie in caso di alimentazioni pubbliche o private diverse,
ispezione annuale di serbatoi e vasche di accumulo con eventuale pulizia,
controllo delle apparecchiatura di trattamento,
controllo della rete, degli organi di intercettazione e ritegno.
I manufatti in amianto (serbatoi o vasche di accumulo) se non in buono stato e in quanto pericolosi ai sensi della Legge 257 del 27 marzo 1992, devono essere sostituiti ricorrendo a ditte qualificate, che seguano le procedure di legge sino al definitivo deposito del materiale.