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Cancelli, barriere, portoni e porte motorizzate (UNI 8612 del giugno 1986)

 

L'accesso ai posti di lavoro, frequentemente è regolato da cancelli, barriere od altro tipo di sistemi di intercettazione del traffico ad azionamento manuale od automatico.

Immediatamente accanto ai portoni destinati essenzialmente alla circolazione dei veicoli devono esistere, a meno che il passaggio dei pedoni sia sicuro, porte per la circolazione dei pedoni che devono essere segnalate in modo visibile ed essere sgombre in permanenza (DPR 547/55, art. 14, c. 8). Inoltre, le vie di circolazione destinate ai veicoli devono passare a una distanza sufficiente da porte, portoni, passaggi per pedoni, corridoi e scale (DPR 547/55, art. 8, c. 4).

Lo stato di fatto generato dalla presenza di cancelli deve essere sottoposto ad attente valutazioni anche in vista di stabilirne la perfetta aderenza alle norme. Bisogna anzitutto temere i rischi di schiacciamento, cesoiamento, fratturazione di dita, mani, braccia, piedi, la percussione sulla testa o sul corpo, il convogliamento o trascinamento.

L'impiego di azionamenti automatici ed un loro uso disinvolto da parte degli utenti può dare luogo a seri danni alle persone presenti nei pressi dell'apparecchiatura soprattutto se ciechi, bambini o individui con problemi psicofisici.

Le porte ed i portoni ad azionamento meccanico devono funzionare senza rischi di infortuni per i lavoratori. Essi devono essere muniti di dispositivi di arresto di emergenza facilmente identificabili ed accessibili e poter essere aperti anche manualmente, salvo che la loro apertura possa avvenire automaticamente in caso di mancanza di energia elettrica (DPR 547/55, art. 14, c. 14).

Nei cancelli scorrevoli il rischio di cesoiamento si determina in relazione al movimento relativo tra parte mobile e parte fissa. Tale rischio spesso si annulla applicando una rete per impedire l'inserimento di parti del corpo. Altri elementi critici per rischio di schiacciamento sono costituiti dai punti finali di chiusura e apertura (montanti laterali dell'accesso).

Nei cancelli dotati di ante rotanti si deve verificare l'esistenza di uno spazio tra le due ante chiuse (50 mm) o che il movimento di chiusura avvenga con un certo ritardo per un'anta rispetto all'altra, sicché, chiusa la prima, la seconda lasci almeno un varco di 50 cm, in modo da consentire il passaggio prima di completare la propria escursione. In alternativa occorre ricorrere ad un dispositivo di sicurezza.

Se il pavimento è inclinato, bisogna ricorrere ad una analoga protezione per evitare il trascinamento di una persona impigliata in chiusura.

Per tutti i cancelli ad azionamento automatico deve essere installato un segnalatore luminoso per le fasi di apertura e chiusura, cui sarebbe opportuno associare anche un segnale acustico.

Le protezioni automatiche possono essere rappresentate da:

pallino0.jpg (985 byte) costola sensibile, che blocca il movimento al contatto con qualunque ostacolo;

pallino0.jpg (985 byte) barriera fotoelettrica, che interviene allorché qualunque oggetto interrompe il fascio luminoso;

pallino0.jpg (985 byte) limitatori di coppia, che intervengono quando la resistenza meccanica supera i 15 kg.

Anche nei cancelli ad azionamento manuale, spesso caratterizzati da grande inerzia, non bisogna sottovalutare il rischio di schiacciamento e cesoiamento.