

Emissione di sostanze pericolose da parte delle macchine
E' possibile che alcune macchine siano responsabili di emissione durante il funzionamento di sostanze pericolose per la loro natura chimica: citiamo a titolo di esempio forni di essiccazione, motori a combustione interna, carrelli elevatori termici, presse per la formatura termoplastica, banchi di saldatura, di verniciatura, ecc.
Un'attrezzatura di lavoro che comporta pericoli dovuti ad emanazione di gas, vapori o liquidi ovvero ad emissioni di polvere, deve essere munita di appropriati dispositivi di ritenuta ovvero di estrazione vicino alla fonte corrispondente a tali pericoli.
In linea generale, la sequenza degli interventi di prevenzione da utilizzare è la seguente:
sostituire se possibile il materiale inquinante con uno che non lo sia o lo sia meno,
mettere sotto controllo il circuito del fluido (circuito sigillato), in modo da poter ragionevolmente escludere la possibilità di fughe o, quanto meno, ridurne la probabilità e/o l'entità;
in caso di fughe localizzate, utilizzare sistemi di aspirazione localizzati, integrati da sistemi di recupero e/o abbattimento degli inquinanti a seconda della pericolosità degli stessi per l'ambiente;
istallare sistemi di aspirazione e ventilazione generale dell'ambiente, se necessari ad integrazione delle aspirazioni localizzate;
prescrivere, in caso di insufficienza degli interventi tecnici, l'impiego di adatti DPI, scelti in rapporto ai risultati delle rilevazioni ed analisi microclimatiche.
E' da escludere l'impiego di carrelli elevatori termici (Diesel, benzina, g. p. l.) all'interno di luoghi di lavoro chiusi.
Si ricorda, d'altra parte, che il locale di ricarica delle batterie di accumulatori deve rispondere a precisi requisiti di sicurezza.