

Macchine utensili (D.P.R. 459/96, D.P.R. 547/55)
Le macchine utilizzate per il lavoro devono essere conformi alle norme fissate nel DPR 547/55 ed eventualmente ad altre norme specifiche.
Tuttavia, con l'entrata in vigore della "Direttiva macchine", solo le macchine utensili recanti il marchio "CE" potranno essere immesse sul mercato italiano.
Anche chi vorrà commercializzare macchine già in uso nel nostro Paese, dovrà tenere conto della Direttiva. Infatti la Direttiva macchine si applica a tutte le macchine di prima immissione sul mercato, ma anche alle macchine già usate e rimesse in servizio dopo che sia stata variata la modalità di utilizzo prevista dal costruttore o le macchine messe a disposizione dopo aver subito modifiche costruttive non rientranti nella ordinaria e straordinaria manutenzione.
La "marcatura CE" attesta la piena conformità ai Requisiti Essenziali di Sicurezza e consente quindi alle macchine cui è applicata la libera circolazione nel mercato europeo.
Nel caso più generale, tale conformità sarà attestata dal fabbricante stesso, mediante procedura di autocertificazione, mentre per particolari categorie di macchine, elencate in Allegato IV alla Direttiva, è richiesto l'esame ed il consenso di un Organismo Notificato.
Nello spirito della Direttiva, per poter autocertificare la macchina ed apporre la marcatura CE, il fabbricante deve:
curare già in fase di progetto che le macchine siano intrinsecamente sicure, rispondendo puntualmente a tutti i requisiti tecnici previsti dalla Direttiva;
creare ed all'occorrenza esibire, su richiesta motivata dell'autorità nazionale competente, il cosiddetto "Fascicolo Tecnico" della costruzione, che contiene l'analisi dei rischi connessi con l'uso della macchina e documenta la conformità del progetto della macchina ai Requisiti Essenziali ad essa applicabili;
corredare ogni esemplare della macchina di un "Manuale d'uso", il cui contenuto deve seguire di fatto tutte le fasi della vita prevista per la macchina, dal trasporto e installazione, all'utilizzo, alla manutenzione, fino alla uscita dal servizio e dismissione: per ognuna delle fasi elencate le informazioni per la sicurezza degli addetti rappresentano evidentemente la parte essenziale del documento.
In definitiva, ogni "nuova" macchina dovrà essere obbligatoriamente accompagnata:
dalla marcatura CE,
dal certificato di conformità firmato dal fabbricante,
da un Manuale di Istruzioni per l'Uso conforme ai requisiti della Direttiva, redatto nella lingua del Paese utilizzatore.
Nelle macchine utensili che utilizzano elevate velocità di rotazione (fresatrici, molatrici, troncatrici a disco, trapanatrici, torni, ecc.) dell'utensile e/o del pezzo in lavorazione, c'è il rischio di lancio di trucioli, di schegge o di altre parti solide (nel caso di rotture).
Inoltre, gli organi mobili della macchina e la zona di lavoro dell'utensile devono essere protetti anche per evitare il rischio di contatto accidentale (segatrici, trance, presse, ecc.).
Le protezioni fisse e mobili o di vario genere, che si utilizzano in questi casi, assolvono non di rado alle funzioni di difesa da entrambi i rischi (molatrici, torni ecc.).
Occorre prendere in considerazione inoltre la possibilità che le macchine siano responsabili di emissione di sostanze pericolose per la salute vuoi per la natura chimica delle sostanze emesse vuoi per il loro stato fisico (temperatura e/o pressione elevate).
La tecnologia di taglio comporta l'impiego di oli lubrificanti e, frequentemente in tali casi, l'impiego di macchine centrifugatrici per l'estrazione ed il recupero dell'olio di cui sono intrisi i trucioli.
Il funzionamento delle macchine può dare luogo a rumore e vibrazioni.
Altri rischi possono derivare dallo azionamento involontario di comandi o dall'avvio indesiderato e/o inavvertito delle macchine o, inversamente, dalla impossibilità di provvedere ad un arresto tempestivo delle macchine.
Si devono considerare infine i rischi connessi con la manutenzione delle macchine.