

Molatrici
Limpiego di molatrici comporta vari tipi di rischi:
lancio di trucioli e conseguente ferimento del viso e/o lesioni oculari;
inalazione di polveri, con conseguenze più o meno nocive a seconda della quantità di polvere prodotta e del tipo materiale trattato;
abrasioni alle mani;
colpi, anche gravi, in caso di rottura della mola con conseguente lancio di frammenti.
Tutti questi rischi interessano sicuramente coloro che lavorano alle molatrici, ma possono anche coinvolgere le persone che si dovessero, a qualunque titolo, trovare nelle immediate vicinanze delle stesse.
Sulla incastellatura o in prossimità delle macchine molatrici deve essere esposto un cartello indicante il diametro massimo della mola che può essere montata in relazione al tipo di impasto ed al numero dei giri del relativo albero.
Sempre in prossimità del posto di lavoro deve essere apposto un cartello di sicurezza che richiami l'obbligo di indossare i DPI (occhiali di protezione o schermo facciale e, se necessario, mascherina per proteggere le vie respiratorie).
La macchina deve essere montata seguendo le istruzioni del fabbricante. Nel caso di montaggio su banco o castelletto, l'ancoraggio deve essere ben fisso e tale da impedire spostamenti in seguito alle sollecitazioni imposte alla mola o al movimento di rotazione della stessa.
Le mole abrasive artificiali devono essere protette da robuste cuffie metalliche, che circondino la massima parte periferica della mola, lasciando scoperto solo il tratto strettamente necessario per la lavorazione. La cuffia deve estendersi anche sulle due facce laterali della mola ed essere il più vicino possibile alle superfici di questa.
Lo spessore della cuffia, in rapporto al materiale di cui è costituita, ed i suoi attacchi alle parti fisse della macchina devono essere tali da resistere all'urto dei frammenti di mola in caso di rottura.
Le cuffie di protezione di ghisa possono essere tollerate per mole di diametro non superiore a 25 centimetri, che non abbiano velocità periferica di lavoro superiore a 25 metri al secondo, e purché lo spessore della cuffia stessa non sia inferiore a 12 millimetri.
Le molatrici devono essere dotate di aspirazione localizzata, in grado di eliminare dall'ambiente la maggior parte delle polveri che si sviluppano anche durante la lavorazione del materiale, specie se friabile (DPR 303/56, Art. 21).
Le macchine molatrici devono essere munite di adatto poggiapezzi. Questo deve avere superficie di appoggio piana di dimensione appropriata al genere di lavoro da eseguire, deve essere registrabile ed il suo lato interno deve distare non più di 2 millimetri dalla mola, a meno che la natura del materiale in lavorazione (materiali sfaldabili) e la particolarità di questa non richiedano, ai fini della sicurezza, una maggiore distanza.
Le mole abrasive artificiali che sono usate promiscuamente da più lavoratori per operazioni di breve durata, devono essere munite di uno schermo trasparente paraschegge infrangibile e regolabile.
Le macchine pulitrici o levigatrici a nastro, a tamburo, a rulli, a disco, operanti con smeriglio o altre polveri abrasive, devono avere la parte abrasiva non utilizzata nella operazione, protetta contro il contatto accidentale.
Le macchine molatrici a velocità variabile devono essere provviste di un dispositivo, che impedisca l'azionamento della macchina ad una velocità superiore a quella prestabilita in rapporto al diametro della mola montata.
Prima di aprire la confezione per procedere al montaggio della mola sulla macchina, occorre verificarne l'integrità: un imballaggio deteriorato o non rispondente alle norme potrebbe essere alla radice della perdita delle caratteristiche accertate durante il collaudo.
Rilevare attraverso le informazioni riportate sull'etichetta, la compatibilità della mola con le caratteristiche della macchina su cui deve essere montata. Su ciascuna mola infatti è riportato:
il nominativo del fabbricante o un marchio depositato;
il tipo di abrasivo;
il tipo di legante e, per le mole a legante organico, il termine di validità che, in ogni caso, non può superare i due anni dalla data di fabbricazione per le mole non rinforzate e i tre anni per le mole rinforzate;
la velocità massima di uso, la velocità angolare riferita a mola nuova e la velocità periferica;
i limiti di impiego.
Per le mole di diametro esterno non superiore a 80 millimetri, le indicazioni di cui sopra possono essere riportate su un cartellino di accompagnamento anche cumulativo per gruppi di mole aventi lo stesso diametro e tipologia.
E' vietato l'impiego di mole abrasive in modi non conformi alle velocità ed alle condizioni d'uso indicate dal fabbricante.
Le mole a disco normale devono essere montate sul mandrino, seguendo le istruzioni del fabbricante, per mezzo di flange di fissaggio, di acciaio o di altro materiale metallico non fragile e di caratteristiche adatte, aventi diametro uguale fra loro e, generalmente, non inferiore ad 1/3 del diametro della mola.
L'aggiustaggio tra dette flange e la mola deve avvenire secondo una zona anulare periferica di adeguata larghezza e mediante interposizione di una guarnizione di materiale comprimibile quale cuoio, cartone, feltro.
Le mole ad anello, a tazza, a scodella, a coltello ed a sagome speciali in genere, devono essere montate mediante flange, piastre, ghiere o altri idonei mezzi, in modo da conseguire la maggiore possibile sicurezza contro i pericoli di spostamento e di rottura della mola in moto.
A montaggio terminato, l'incaricato provvede con le dovute precauzioni ad una verifica anche visiva della correttezza del montaggio. Irregolarità di rotazione di qualunque tipo (rotazione non in piano, vibrazioni, rumorosità anomala ecc.) non possono essere accettate.
Da ultimo, in caso di verifica positiva, l'incaricato provvede alla registrazione del poggiapezzi.
Prima di procedere alla utilizzazione il lavoratore deve indossare i DPI prescritti (occhiali o schermo facciale e, se la lavorazione lo richiede, mascherina filtrante).
E' opportuno emettere procedure di sicurezza sull'uso corretto delle molatrici, che ricordi gli obblighi da rispettare da parte dei lavoratori, incluso quello di spegnere la macchina se non ne è prevista una prossima utilizzazione.