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Movimentazione manuale dei carichi (D.Lgs. 626/94, Titolo V)

 

  1. Definizione

Il termine "movimentazione manuale dei carichi" è utilizzato in senso ampio per designare le operazioni di trasporto e/o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico.

Pur non rientrando in questa definizione, tutti quei lavori che, non essendo finalizzati alla movimentazione di oggetti, richiedono comunque da parte del lavoratore uno sforzo simile, esigono misure di prevenzione analoghe.

  1. Struttura del rischio

Le caratteristiche personali dei lavoratori combinate o meno con condizioni ergonomiche sfavorevoli, possono comportare o incrementare il rischio di lesioni dorso-lombari; si tratta di lesioni a carico delle strutture ossee, muscolari, dei tendini, nervose e vascolari che interessano la regione dorso-lombare.

Infatti nelle operazioni di sollevamento manuale l'uomo impegna non solo le braccia, ma anche il tronco e tutta la struttura ossea, in particolare la colonna vertebrale. Le vertebre, intercalate da elementi fibrosi (dischi) potrebbero arrivare a schiacciare i dischi stessi per effetto di una sollecitazione eccessiva: ne possono seguire disturbi che vanno dal classico mal di schiena all'invalidità permanente.

Le caratteristiche personali possono costituire un rischio nei seguenti casi:

pallino0.jpg (985 byte) inidoneità fisica a svolgere il compito in questione;

pallino0.jpg (985 byte) indumenti, calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore;

pallino0.jpg (985 byte) insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione.

Le caratteristiche del carico possono costituire un rischio per la movimentazione nei casi seguenti:

pallino0.jpg (985 byte) il carico è troppo pesante (supera i kg 30);

pallino0.jpg (985 byte) è ingombrante o difficile da afferrare;

pallino0.jpg (985 byte) è in equilibrio instabile e/o il suo contenuto rischia di spostarsi;

pallino0.jpg (985 byte) è collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto o maneggiato ad una certa
distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco;

pallino0.jpg (985 byte) può, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza, comportare lesioni per il
lavoratore, in particolare, in caso di urto.

Analogamente, lo sforzo fisico richiesto può presentare un rischio per i seguenti motivi:

pallino0.jpg (985 byte) è eccessivo;

pallino0.jpg (985 byte) può essere effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco;

pallino0.jpg (985 byte) può comportare un movimento brusco del carico;

pallino0.jpg (985 byte) è compiuto con il corpo in posizione instabile.

Le caratteristiche dell'ambiente di lavoro possono rappresentare un'aggravante di rischio nei
seguenti casi:

pallino0.jpg (985 byte) lo spazio libero, in particolare verticale, è insufficiente per lo svolgimento dell'attività
richiesta;

pallino0.jpg (985 byte) il pavimento è ineguale, quindi presenta rischi di inciampo o di scivolamento per le
scarpe calzate dal lavoratore;

pallino0.jpg (985 byte) il posto o l'ambiente di lavoro non consentono al lavoratore la movimentazione
manuale dei carichi a un'altezza di sicurezza o in buona posizione;

pallino0.jpg (985 byte) il pavimento o il piano di lavoro presenta dislivelli che implicano la manipolazione
del carico a livelli diversi;

pallino0.jpg (985 byte) il pavimento o il punto di appoggio sono instabili;

pallino0.jpg (985 byte) la temperatura, l'umidità o la circolazione dell'aria sono inadeguate.

Le caratteristiche dell'attività possono determinare e/o aggravare il rischio dorso-lombare se
comportano una o più delle seguenti esigenze:

pallino0.jpg (985 byte) sforzi fisici, che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo frequenti o
troppo prolungati;

pallino0.jpg (985 byte) periodo di riposo fisiologico o di recupero insufficiente;

pallino0.jpg (985 byte) distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto;

pallino0.jpg (985 byte) ritmo di lavoro imposto da un processo che non può essere modulato dal lavoratore.

  1. Obblighi dei datori di lavoro

In primo luogo, il DDL è tenuto ad adottare le misure organizzative necessarie o ricorrere ai
mezzi appropriati, in particolare ad attrezzature meccaniche, per evitare la necessità di una
movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori.

Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi ad opera dei lavoratori,
il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie, ricorre ai mezzi appropriati o fornisce
ai lavoratori stessi i mezzi adeguati allo scopo di ridurre il rischio che comporta la movimentazione
manuale di detti carichi.

Nel caso in cui la necessità di una movimentazione manuale di un carico ad opera del lavoratore
non può essere evitata, il datore di lavoro organizza i posti di lavoro in modo che detta movimentazione
sia quanto più possibile sicura e sana. In particolare, il DDL valuta le condizioni di sicurezza e di salute
connesse al lavoro in questione, prendendo in considerazione analiticamente:

pallino0.jpg (985 byte) i fattori individuali di rischio,

pallino0.jpg (985 byte) le caratteristiche del carico,

pallino0.jpg (985 byte) le caratteristiche dell'ambiente di lavoro,

pallino0.jpg (985 byte) le esigenze dell'attività.

Effettuata in tal modo la valutazione dei rischi residui, il DDL :

pallino0.jpg (985 byte) adotta le misure atte ad evitare o ridurre tra l'altro i rischi di lesioni dorso-lombari,

pallino0.jpg (985 byte) sottopone alla sorveglianza sanitaria gli addetti ad attività che comportino movimentazione
manuale dei carichi e/o sforzo muscolare elevato.

Il DDL fornisce ai lavoratori informazioni, in particolare per quanto riguarda:

pallino0.jpg (985 byte) il peso di un carico;

pallino0.jpg (985 byte) il centro di gravità o il lato più pesante nel caso in cui il contenuto di un imballaggio
abbia una collocazione eccentrica;

pallino0.jpg (985 byte) la movimentazione corretta dei carichi e i rischi che i lavoratori corrono se queste
attività non vengono eseguite in maniera corretta.

Il datore di lavoro assicura ai lavoratori una formazione adeguata in particolare in ordine a quanto
sopra indicato.

  1. Tecnica per la corretta movimentazione dei carichi

Per prevenire possibili lesioni è necessario che la colonna vertebrale rimanga in posizione eretta
per tutto il periodo in cui è sottoposta ad una sollecitazione elevata. In tal modo i dischi vengono
sollecitati in maniera distribuita uniformemente su tutta la superficie. Al contrario, quando la schiena
è curva, si ha una sollecitazione eccentrica, molto più elevata, perché distribuita su una piccola
porzione del disco; in queste condizioni, le possibilità di schiacciamento ed ernia del disco sono
molto più elevate.

Dovendo sollevare da terra un carico elevato, è consigliabile procedere, dopo avere indossato i
DPI ed aver valutato correttamente il peso, il percorso, la distanza, secondo la seguente tecnica:

pallino0.jpg (985 byte) avvicinarsi al carico, tenendo le gambe leggermente divaricate, ed accosciarsi
verificando di trovarsi in buone condizioni di equilibrio,

pallino0.jpg (985 byte) afferrare il carico e sincerarsi della solidità della presa, iniziare il sollevamento e proseguire, facendo lavorare i muscoli delle gambe, mantenendo il tronco eretto ed il carico ben vicino al corpo.