

Oli lubrificanti e refrigeranti
L'utilizzo di oli lubrificanti e refrigeranti, normalmente impiegati nelle lavorazioni alle macchine utensili funzionanti per asportazione di truciolo, è all'origine di diversi rischi:
caduta per scivolamento nel caso che si verifichino, accidentalmente o sistematicamente, versamenti o depositi di olio o si formi comunque uno strato untuoso sul pavimento;
formazione di nebbie oleose, specie in caso di concentrazione di più macchine nell'ambiente;
contatto cutaneo prolungato;
inquinamento microclimatico e ambientale per:
presenza di sostanze nocive negli oli fin dall'origine (idrocarburi serie aromatica),
formazione nel tempo di sostanze pericolose (nitrosammine),
formazione di contaminanti biologici (funghi e batteri) dopo un uso prolungato,
utilizzo di solventi e sostanze sgrassanti.
In linea generale, bisogna limitare la presenza di oli, prevenendo lo spargimento incontrollato:
occorre, anzitutto, che lo stoccaggio dei contenitori (bidoni) sia razionale e dotato di vasche di sicurezza per il recupero di fluidi in caso di perdite accidentali dai contenitori o durante le operazioni di travaso; particolare attenzione va posta durante i rifornimenti, che devono prevedere l'utilizzo di attrezzature adeguate in grado di limitare lo sforzo fisico e scongiurare il rischio di versamenti involontari;
occorre inoltre regolare opportunamente le portate dei circuiti di lubrificazione a bordo macchina per ridurre il rischio di spruzzi, disponendo eventualmente schermi e argini per il convogliamento dell'olio nelle vaschette di recupero;
in caso di versamento accidentale, occorre intervenire subito, anche per evitare ulteriori imbrattamenti.
In caso di formazione di nebbie oleose e contro il rischio di inalazione di sostanze nocive:
installare aspirazioni localizzate sulle macchine utensili;
se necessario, ricorrere inoltre ad un sistema di ventilazione generale;
qualora tutto ciò non bastasse, ricorrere all'uso di DPI (mascherine filtranti), da selezionare in funzione del tipo di inquinante presente.
Per evitare il contatto cutaneo:
ricorrere all'impiego di adatti DPI (guanti o creme barriera); è da sconsigliare, invece, l'utilizzo di paste abrasive per la pulizia delle mani;
non mettere nelle tasche stracci sporchi e lavare frequentemente gli indumenti di lavoro.
E' inoltre indispensabile minimizzare la nocività delle sostanze in gioco:
la scelta degli oli più adatti deve avvenire dopo aver consultato le schede di sicurezza: occorre privilegiare l'acquisto di oli altamente raffinati, con solvente paraffinico (non naftenico o aromatico);
programmare controlli periodici del fluido ed effettuare ad intervalli prestabiliti le operazioni di sostituzione dello stesso, accompagnate da una adeguata pulizia e bonifica dei relativi circuiti, curando inoltre il pieno rispetto della normativa sullo smaltimento dei rifiuti; aggiungere agenti battericidi non tossici nel fluido per evitare lo sviluppo di batteri e funghi e la loro proliferazione nel tempo;
poiché l'uso di oli implica automaticamente il ricorso ad operazioni di sgrassaggio (dei pezzi lavorati ed altro), si segnala l'opportunità di sostituire i solventi clorurati con prodotti detergenti a base acquosa, da impiegare preferibilmente in circuito chiuso (lavatrice); infatti, la scomparsa dal mercato del tricloroetano 1.1.1, non autorizza automaticamente al ritorno all'uso della trielina, sostanza peraltro molto tossica.