

Impianti di aerazione e condizionamento (DPR 303/56, Art. 9)
Nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far sì che, tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente, anche ottenuta con impianti di aerazione.
Se viene utilizzato un impianto di aerazione perché non esistono finestre apribili, esso deve essere sempre mantenuto funzionante. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, quando ciò è necessario per salvaguardare la salute dei lavoratori, e devono essere previste misure di emergenza adeguate.
Se sono utilizzati impianti di condizionamento dell'aria o di ventilazione meccanica, essi devono:
garantire un sufficiente numero di ricambi d'aria;
funzionare in modo che i lavoratori non siano esposti a correnti d'aria nocive o fastidiose.
Le griglie di diffusione dell'aria e di aspirazione debbono essere completamente libere da qualsiasi ostruzione.
Particolare attenzione va posta alla pulizia e/o sostituzione periodica dei filtri, secondo quanto prescritto dal costruttore dell'impianto utilizzato. In ogni caso occorre predisporre un piano di manutenzione programmata. I filtri esauriti ed il materiale recuperato devono essere smaltiti rispettando la normativa sui rifiuti.
La rapida formazione di fuliggine o macchie in prossimità delle bocchette di emissione dell'aria è indizio di scarsa pulizia delle canalizzazioni. E' importante verificare che la presa di aria esterna (che viene immessa nell'impianto a parziale o totale reintegro di quella circolante nei locali), sia collocata opportunamente in modo da aspirare aria nelle migliori condizioni possibili.
Inoltre, i sistemi di umidificazione ed eventuali torri di refrigerazione devono essere progettati, costruiti e mantenuti in modo da minimizzare la possibilità di formazione di fonti di inquinamento biologico.